LA UE AFFOSSA IL MADE IN ITALY E IMPORTA CARNI E AGRUMI PERICOLOSI DAL BRASILE

Roma, 26 mag 16:00 – (Agenzia Nova) – “A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono le agevolazioni concesse a prodotti come la carne dal Brasile che per gli allarmi alimentari si è classificata nella black list dei prodotti più pericolosi in Italia, ma anche il rischio di legittimare il falso Made in Italy nel mondo con il via libera alle imitazioni dei prodotti più tipici..

La UE affossa il Made in Italy

Nel negoziato – denuncia la Coldiretti – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su molte sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. Il risultato è che rischiano di essere tutelate meno del 10 per cento delle specialità Made in Italy, assicurando così il benestare Ue in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo.

Il negoziato – continua la Coldiretti – appare molto complesso per il vino Made in Italy anche per la presenza in Brasile di diversi produttori di Prosecco specialmente nella zona del Rio Grande che rivendicano il diritto di continuare a fare questo vino italiano anche perché la varietà vinis vinifera “prosecco tondo” risulta iscritta nella banca dati brasiliana del germoplasma sin dal 1981″.

Ma a preoccupare è – aggiunge la Coldiretti – anche l‘apertura all’arrivo in Europa di grandi quantitativi di carne bovina dai paesi sudamericani, dopo il più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile. Si parla di un contingente di 90mila tonnellate al 7,5 per cento che implica una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani e un abbassamento della qualità per i consumatori, considerato i Paesi del Mercosur non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente.

Per il pollame l’Unione Europea sarebbe orientata ad aumentare da 78.000 a 90.000 tonnellate l’offerta attuale con gravi preoccupazioni per l’aspetto sanitario. Vale la pena ricordare – sottolinea la Coldiretti – che il manzo refrigerato e il pollame dal Brasile si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Rassf. Ma i Paesi del Mercosur – continua la Coldiretti – hanno chiesto maggiori concessioni nel settore dello zucchero che potrebbero aumentare le difficoltà della produzione comunitaria e lo stesso discorso vale per il riso, dove la Commissione potrebbe aumentare il contingente tariffario da 45.000 a 80.000 tonnellate tra riso semigreggio e riso semilavorato”.

“Ma preoccupano anche le aperture sugli agrumi, specie considerano le problematiche fitosanitarie dei prodotti provenienti dagli stati sudamericani contaminati da Black-spot o Macchia nera, una malattia non presente in Europa dove – sostiene la Coldiretti – rischia così di diffondersi con effetti disastrosi”.

“La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi è inaccettabile perché rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”. AGENZIA NOVA

Imola Oggi – 26 maggio 2019

Apri Faro Network e clicca su Mi piace

                                                                                                                    CONDIVIDI L’ARTICOLO

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Inoltre, non richiede né percepisce contributi pubblici per l’editoria. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.